Maura Gigatti / Maîtresse e sommelier

di Rosaria Frisina

Maîtresse e sommelier a Ristorante I Du Matt noto ristorante gourmet basato sulla tradizione culinaria parmigiana, Maura Gigatti si è distinta a livello nazionale per le sue competenze enologiche.

Ha conseguito diversi diplomi professionali, da Ais ad Alma, non solo come sommelier professionista ma anche per acquisire conoscenze in gestione, comunicazione e tecniche di servizio del vino. Con questa filosofia, in costante formazione e ricerca, per capire il mondo della sommellerie a 360 gradi, Maura alterna nel suo percorso assaggi di etichette importanti alla curiosità di indagare le novità, andando a scovarle direttamente in cantina. Esperienza, passione e talento l’hanno portata oggi ad essere una sommelier pluripremiata in diversi concorsi nazionali, per citarne solo alcuni: Miglior Sommelier del Lambrusco; Miglior Sommelier del Primitivo; attualmente è Miglior Sommelier dell’Emilia.

Una vita da sommelier, come si svolge il tuo lavoro?
“Sono continuamente in giro per cantine, degusto, studio, parlo con i produttori, mi confronto, seleziono vini che mi incuriosiscono, anche per ampliare la cantina del ristorante e proporre ai clienti una carta sempre ricca di novità”.

Rispetto al pubblico in generale, c’è un divario tra cultura gastronomica ed enologica?
“Sul cibo in questi anni sono nate diverse trasmissioni che influenzano il pubblico, più che educarlo. Ci sono sempre più persone che esprimono giudizi che hanno sentito dire in tv, ma senza conoscere di fatto gli elementi che compongono un piatto. Sul vino, c’è meno presunzione e più curiosità, il cliente ha voglia di ascoltare per imparare. Per questo quando sono in sala capita che proponga vini alla cieca, prima chiedo un’opinione poi faccio vedere l’etichetta.”

Una tua opinione sui vini di Parma?
“Sono molto cresciuti, pensando alla Malvasia le cantine hanno fatto grandi passi avanti rispetto al passato. Detto questo, a mio parere c’è più voglia di imporsi sul mercato nazionale e meno di fare gruppo. Ognuno va per conto suo, a differenza di quanto avviene a Reggio Emilia, Piacenza o Modena. Vogliono essere presenti nella carta dei vini dei ristoranti locali perché sono vini del territorio, ma non basta per conquistare un cliente.”

Biologico e qualità vanno di pari passo?
“Sì. C’è stato un momento in cui il fatto di essere certificati bio diventava quasi anche una licenza per il produttore a trascurare alcuni aspetti. Invece oggi essere etichetta bio significa anche essere un vino pulito, coerente e raffinato.”

Sommelier, un mestiere ancora molto maschile, ti senti tra le poche donne che emergono in questo settore?
“Senza dover cadere nell’eccesso opposto, ma è scientificamente provato che il palato e l’olfatto delle donne sono più sviluppati. Non significa che siamo più brave, è solo una constatazione per dire che in teoria saremmo anche avvantaggiate. Essere sommelier, in realtà, è solo una scelta, non di genere, ma fatta di passione, studio, ricerca. Fondamentali anche: umiltà e curiosità.”

Sfatiamo il mito della donna che sceglie sempre vini “piacioni”?
“Assolutamente sì. Non esistono vini femminili o maschili, ci sono vini più eleganti e sinuosi che forse le donne tendono a scegliere, cosi come vini più strutturati, a spalla larga, piacciono di più agli uomini.”

Il tuo vino preferito?
“Ce ne sono tanti. Parlerei più di vitigno, adoro il Nebbiolo dal quale di producono vini pregiati di alta qualità.”

Progetti per il futuro?

“Poter continuare a studiare, avere il tempo di fare ricerca. Il mondo enologico è in continua evoluzione anche dal punto di vista tecnologico, dai tappi al vetro. E poi, guardando al futuro, si stanno aprendo mercati nuovi, come quello cinese, bisogna rimanere sempre aggiornati e capire dove stiamo andando dal punto di vista produttivo.”

Se mi dovessi descrivere in poche parole cosa ti stupisce di un vino…
“Il vino deve emozionare, deve raccontare la sua storia attraverso il bicchiere. È il segreto che cerco in ogni mia degustazione”.

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Rosaria Frisina, giornalista e web editor. Lavora tra Parma e Milano. Ama raccontare storie, la scrittura è la sua passione, l’informazione e la cura dei contenuti l’anima del suo lavoro.

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