Il mio viaggio nel volontariato con Giocamico

Sofia racconta la sua esperienza di volontaria: “un’opportunità che va ben oltre le mie aspettative”


Sono volontaria presso l’Ospedale Pediatrico Pietro Barilla di Parma con l’associazione Giocamico. Ho conosciuto questa realtà quasi per caso, in un periodo di solitudine dopo la pandemia.

Entrare a far parte di Giocamico è stato come immergermi in un mondo sospeso, una sorta di bolla che mi ha permesso di osservare la realtà da una nuova prospettiva. Mi ha fatto crescere, riflettere e rallentare un ritmo di vita che spesso sembrava sfuggirmi di mano. Qui ho trovato un senso di appartenenza, una forza collettiva che mi ha accolta e resa parte di qualcosa di più grande.

Il volontariato è un circuito di incontri e connessioni, un intreccio di esperienze che si sviluppano lungo un percorso condiviso. È un corpo vivo, fatto di emozioni, di relazioni e di significati che danno valore alla vita. Sin dall’inizio, questa esperienza mi ha aiutata a conoscere me stessa, ma ha fatto anche molto di più: mi ha mostrato come il volontariato sia un potente strumento di trasformazione sociale, capace di creare legami autentici e di aprire nuove possibilità.

L’ospedale è un luogo in cui le persone si mostrano per quello che sono, senza maschere. Qui il tempo sembra sospeso e gli sguardi si intrecciano in incontri che lasciano il segno. È un ambiente strutturato e organizzato, ma allo stesso tempo frammentato e complesso, dove ogni gesto, anche il più piccolo, può fare la differenza.

E poi c’è il gioco. Il gioco è molto più di un semplice passatempo: è un linguaggio universale, un ponte tra la noia e la felicità, uno spazio di libertà in cui tutto è possibile. Giocare significa affrontare una sfida, mettersi in gioco, rischiare, assumere un atteggiamento aperto e disponibile. Significa anche stare. Stare immobili per ore accanto a un bambino che sta vincendo la sua piccola battaglia. Stare in silenzio ad ascoltare. Stare insieme, chiacchierare, condividere momenti preziosi. Stare.

Il gioco è il cuore pulsante di questa esperienza, un motore che genera energia, che accoglie la vita e le sue infinite sfumature. Ho imparato a non voler controllare tutto, a camminare scalza lungo il mio percorso, ad abbracciare il cambiamento con semplicità.

Giocare è un enigma, un rompicapo: trovare la soluzione è meno importante del percorso che si compie per arrivarci. È un viaggio che porta alla scoperta degli altri e di sé stessi, una gioia liberatoria che svela la vera natura delle persone.

Il volontariato, per me, è un’esperienza di esplorazione e scoperta, un’opportunità che va ben oltre le mie aspettative. E se c’è una cosa che ho imparato, è che bisogna accogliere il nuovo senza timore: spesso, dietro a ciò che ci spaventa, si nascondono le esperienze più meravigliose.

 

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WRITTEN BY

Sofia Mauri, studentessa di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Universita degli studi di Parma, ho frequentato il Liceo Artistico Vincenzo Cardarelli di La Spezia. Appassionata di cronaca nera e di design, nel tempo libero mi dedico al volontariato e alla fotografia.

 

 


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